Il peperoncino calabrese, una vera “punizione divina”

Il valore della cucina calabrese ha da qualche anno varcato i confini nazionali per essere apprezzato in tutto il mondo. Dal riconoscimento del New York Times alla certificazione Welcome Chinese, passando per l’attività promulgativa di Lidia Bastianich, l’amore per i prodotti tipici della Calabria è ormai cosa nota e affermata in tutto il mondo. Tra gli alimenti caratteristici della regione di punta un posto d’onore lo occupa il peperoncino calabrese. Diavolicchio, spagnolicchio, “u’pipi”… tanti i nomi per indicare un solo alimento in grado di incarnare la vera anima di questa terra: il peperoncino. Considerato sacro e di grande pregio, il peperoncino calabrese ha una storia molto antica e custodisce incredibili proprietà benefiche e curative per l’organismo. “A mezzanotte seppi che avevo trovato un tesoro”. Così disse il medico ungherese Albert Szent Giörgyi dopo aver scoperto che il peperoncino è una fonte abbondante di Vitamina C, intuizione che gli valse il Premio Nobel. Peperoncino sott’olio, una “punizione divina” Uno dei modi più durevoli e gustosi di utilizzare il peperoncino calabrese è quello di conservarlo nell’olio. Il sapore aromatizzato, il profumo intenso e la piacevole croccantezza rendono il peperoncino sott’olio ideale per insaporire i primi piatti, per marinare il pesce e la carne alla griglia oppure da offrire come sfizioso aperitivo. Una volta gustati tutti i peperoncini sott’olio poi si può utilizzare l’eccellente olio santo per rendere le proprie pietanze ancora più piccanti e briose. di Virna Cipriani

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