‘Nduja calabrese: ricette e curiosità del noto salame spalmabile

La ‘nduja calabrese, salame spalmabile nato come prodotto povero, è riuscita nel corso degli anni a farsi largo tra i vari alimenti della gastronomia italiana, tanto da essere particolarmente apprezzata anche all’estero. Ma a cosa è dovuto il successo di questo salame dalla consistenza morbida e cremosa? Quali sono le sue origine? E quali ricette è possibile realizzare? Scopriamolo assieme!  ‘Nduja calabrese: un salame dal gusto inconfondibile Realizzato con gli elementi di scarto grassi del maiale, come ad esempio coscia e sottopancia, questo salame spalmabile calabrese appare a prima vista di colore rosso intenso per via del peperoncino che conferisce a questo prodotto un sapore particolarmente piccante e deciso. Di origini contadine, la ‘nduja calabrese è il risultato di una lunga lavorazione, dato che gli ingredienti vengono impastati a lungo finché non si ottiene un composto liscio che viene in seguito lasciato a riposo per ben 2 – 3 giorni, prima di essere insaccato nel budello e infine affumicato. Con una stagionatura che dura circa 3 mesi, questo salame spalmabile calabrese arriva sulle tavole degli italiani, e non solo, particolarmente morbido e senza rischio di seccarsi. L’uso della ‘nduja in cucina Dal sapore ineguagliabile e dal gusto piccante per via del peperoncino, con la sua consistenza morbida e cremosa, la ‘nduja calabrese si presenta come un prodotto particolarmente versatile e che per questo motivo può essere utilizzato per realizzare ricette di vario genere, in grado di soddisfare persino il palato dei più esigenti. Da classico salume da accompagnamento di pane tostato e crostini, fino ad essere utilizzato come condimento per insaporire ulteriormente il sugo da aggiungere alla pasta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. In molti, ad esempio, utilizzano la ‘nduja calabrese per farcire la pizza, gli involtini o realizzare degli antipasti davvero originali. Ritenuto un alimento afrodisiaco, per via del peperoncino, questo salame si presenta dunque particolarmente adatto per chi desidera realizzare dei gustosi piatti piccanti. Alcune curiosità sulla ‘nduja calabrese Considerato il simbolo della gastronomia calabrese, ancora oggi non sono ben chiare le origini di questo alimento dal sapore unico e inconfondibile. Secondo alcuni, la ‘nduja calabrese è stata introdotta in Calabria dagli Spagnoli intorno al ‘500, mentre altri ritengono sia stata opera dei Francesi durante il periodo napoleonico. A prescindere da chi l’abbia ideata, la ‘nduja calabrese è diventata inevitabilmente, la regina della cucina calabra. Storicamente considerata un piatto povero, la n’duja calabrese è comunque riuscita a raggiungere le tavole di quasi tutto il pianeta e per questo motivo è possibile trovarla in commercio sotto varie forme in modo da soddisfare le esigenze di ogni tipo di clientela: dalla classica forma di salame insaccato a quella in vasetti, infatti, ognuno può mangiare la ‘nduja calabrese come e quando vuole. di Veronica Caliandro

Chef Bastianich loda la cucina calabrese: Calabria di tendenza negli USA

I prodotti tipici della gastronomia calabrese hanno conquistato la chef Lidia Bastianich: ‘nduja, caciocavallo, bergamotto e liquirizia sono solo alcuni degli ingredienti segnalati dalla chef come cibi trendy del 2018. Cuoca e imprenditrice di successo, Lidia Bastianich è stata di recente in Calabria alla ricerca di nuovi sapori da portare negli Stati Uniti ed è rimasta affascinata da alcune ricette della cucina tradizionale calabrese, tanto da averle inserite nel suo ultimo libro “Lidia’s celebrates like an italian”. Ma la chef Bastianich non è l’unica ad aver scoperto le immense potenzialità della nostra regione: già lo scorso anno il New York Times aveva inserito la Calabria tra i 52 posti del mondo che valga la pena visitare. La giornalista Danielle Pergament si è detta infatti letteralmente incantata dalle bellezze del luogo, ma anche dall’eccezionale bravura dei giovani chef calabresi, invitando gli statunitensi a provare le eccellenze enogastronomiche della Calabria. Di grande interesse, per gli USA, è difatti il vino calabrese, le cui qualità sono state più volte esaltate sul New York Times dal wine critic Eric Asimov, che cura le rubriche The Pour e Wines of the times. Una particolare attenzione è stata riservata dalla prestigiosa testata giornalistica al Gaglioppo, inserito “tra i dodici vitigni più rari e di maggior valore al mondo” e definendo il vino ottenuto con questa varietà autoctona calabrese un rosso rustico, con note aromatiche di rosa e fumo, ricco al palato, con una trama tannica non invadente. di Redazione

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