Non solo Nadia Toffa: ecco i 10 vip sconfitti dal cancro che, con la loro testimonianza, sono stati un esempio per tutti (IV parte)

8.Steve Jobs “Siate affamati, siate folli”…chi non ha mai sentito, almeno una volta, la famosa frase pronunciata da Steve Jobs, fondatore della Apple e diventato uno dei simboli chiave dell’industria informatica? Considerato come l’Henry Ford del Nuovo Millennio, anche dopo le sue dimissioni (avvenute poco prima della sua morte) è stato descritto come un pioniere, un visionario e un genio. Steve Jobs, dopo essere stato per anni anche il presidente della Pixar prima che, nel 2006, venisse di nuovo riacquistata dalla Disney, se n’è andato il 5 ottobre 2011 in seguito alle complicazioni di un cancro al pancreas. 9.Patrick Swayze Noto per i suoi ruoli in Ghost e Dirty Dancing, Patrick Swayze, come Nadia Toffa, è stato un combattente fino alla fine, perché non ha mai smesso di recitare nemmeno quando si è sottoposto ad una pesante chemioterapia per curare il suo cancro al pancreas. Swayze era determinato a non lasciarsi sopraffare dal tumore e, anche se alla fine è stato sconfitto, è riuscito a vivere per ben due anni con un cancro che, in genere, una volta diagnosticato lascia al paziente soltanto alcuni mesi di vita. 10.Luciano Pavarotti Ricordato ancora oggi come uno dei dieci migliori tenori di tutti i tempi, Luciano Pavarotti è stato il cantante italiano che ha ottenuto maggiori successi a livello internazionale con più di 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Nel 2007, prima che perdesse la sua battaglia contro un tumore al pancreas, la sua voce si è sentita per l’ultima volta nel film Sapori e dissapori quando ha cantato Nessun dorma (tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, deceduto per un tumore alla gola prima che l’opera venisse completata) nella colonna sonora. Di Francesca Orelli
Non solo Nadia Toffa: ecco i 10 vip sconfitti dal cancro che, con la loro testimonianza, sono stati un esempio per tutti (III parte)

5.Giorgio Faletti Giorgio Faletti è stato uno degli artisti più poliedrici del panorama italiano: dopo aver esordito come comico in Drive In, ha partecipato più volte al Festival di Sanremo ed è stato anche il paroliere dei Dik Dik, di Drupi e di Angelo Branduardi e un giallista di successo. Dal 2006 al 2009 è apparso anche in diversi film e, nell’autunno 2013, ha portato in scena lo spettacolo Nudo e Crudo. Nel 2014, dopo aver saputo di essere affetto da un tumore ai polmoni, cercò di curarsi a Los Angeles, poi a Torino, dove però il 4 luglio 2014, a 63 anni, dovette arrendersi alla malattia. 6.Walt Disney Il creatore di Topolino, malgrado fosse già instabile di salute, due anni prima della sua morte (avvenuta il 15 dicembre 1966 a causa di un tumore al polmone sinistro) gettò le basi per la costruzione di un nuovo parco ad Orlando e lavorò senza mai risparmiarsi anche al progetto del Disney’s Mineral King Ski Resort. Il giorno della sua scomparsa, per omaggiarlo, Epoca gli dedicò una copertina con un Topolino piangente realizzato da Giovan Battista Carpi, uno dei più grandi fumettisti italiani in circolazione. 7.Bob Marley Considerato ancora da molti amanti del reggae come un leader politico, spirituale e religioso, Bob Marley è riuscito non solo a dare vigore ad un genere musicale che prima era relegato per lo più alla terra giamaicana, ma anche a sviluppare e a diffondere uno stile di vita pacifista. Nel 1978, malgrado un anno prima gli fosse già stato diagnosticato un melanoma maligno all’alluce, Marley riuscì ad organizzare l’One Love Peace Concert in Giamaica e anche a far stringere la mano sul palco ai leader dei due partiti allora in guerra. Nel 1979 produsse l’album Survival, mentre il 17 aprile 1980 partecipò alle celebrazioni per l’indipendenza dello Zimbabwe e, sempre nel 1980, diede alle stampe l’album Uprising. Malgrado il cancro continuasse a diffondersi nel suo corpo, Marley fece una tournée estiva trionfale in Europa e diverse date negli Usa, prima che l’11 maggio 1981, dopo aver tentato una salvezza disperata in Germania, morisse a Miami presso il Cedar of Lebanon Hospital, dov’era stato ricoverato dopo che il suo volo (diretto verso la Giamaica) aveva fatto un atterraggio d’emergenza. Di Francesca Orelli
Non solo Nadia Toffa: ecco i 10 vip sconfitti dal cancro che, con la loro testimonianza, sono stati un esempio per tutti (II parte)

2.Alan Rickman Membro della Royal Shakespeare Company, si fece notare per la prima nel 1986 quando interpretò il Visconte di Valmont ne Le relazioni pericolose, mentre due anni dopo, nel 1988, ottenne una piccola parte in Trappola di Cristallo. La fama mondiale però la raggiunse negli anni Duemila per l’interpretazione del professor Severus Piton in Harry Potter. La sua voce era considerata una delle più perfette del cinema contemporaneo, perché, come descritta dall’attrice Helen Mirren, era dolce come il miele e affilata nello stesso tempo come uno stiletto. Il 14 gennaio 2016, quattro giorni dopo David Bowie, è deceduto a 69 anni per un cancro al pancreas dopo aver prestato la voce ad Absolem nel film Alice attraverso lo specchio. 3.Ronnie James Dio Considerato uno dei padri dell’heavy metal americano, Ronnie James Dio fu il primo ad utilizzare il gesto delle corna come segno di riconoscimento tra i metallari (e a chi lo accusò di essere volgare, pare che rispose che si trattava di un gesto di buon augurio che aveva ripreso dalla nonna). Ha collaborato con i Black Sabbath, Tony Iommi, Geezer Butler e Vinny Appice, e anche inciso un unico album in studio con gli Heaven and Hell, The Devil You Know, prima che il 16 maggio 2010, dopo aver combattuto con esso per sei mesi, venisse sconfitto da un cancro allo stomaco. 4.David Bowie David Bowie, che durante gli anni Settanta e Ottanta portò in scena personaggi come il Duca Bianco e Ziggy Stardust, nel 2013, dopo aver dedicato ben 51 anni della sua vita alla musica, si è ritirato dalle scene, salvo poi annunciare a sorpresa l’8 gennaio 2013 l’arrivo di un nuovo album, registrato in segreto, dal titolo The Next Day. Nel 2014, dopo aver scoperto di essere affetto da un cancro molto aggressivo al fegato, Bowie registrò il suo ventiseiesimo album, Blackstar, ritenuto oggi il suo canto del cigno. Il cantante, dopo che nel 2015 seppe che gli restava poco tempo da vivere (il cancro si era propagato in tutto il suo corpo), tenne segreta la sua malattia e, il 7 dicembre, fece la sua ultima apparizione pubblica alla prima della commedia musicale Lazarus. È morto il 10 gennaio 2016, due giorni esatti dopo l’uscita di Blackstar. Di Francesca Orelli
Non solo Nadia Toffa: ecco i 10 vip sconfitti dal cancro che, con la loro testimonianza, sono stati un esempio per tutti (I parte)

Nadia Toffa, giornalista de “Le Iene” e con una laurea in Lettere Moderne, che durante la sua breve vita si è battuta per la Terra dei Fuochi, per le persone che abitavano nei pressi dell’Ilva di Taranto e per i minori che venivano costretti a prostituirsi a Bari, dopo aver combattuto per due anni contro un cancro al cervello si è spenta martedì 13 agosto 2019 a soli 40 anni. La reporter, criticata a più riprese per la sua scelta di rendere pubblica la sua battaglia contro il tumore, nelle ultime ore è stata elogiata da Paolo Veronesi, dirigente del reparto senologia chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, per la sua testimonianza, che è stata un esempio per tanti pazienti e non solo: “Fino all’ultimo non ha perso la speranza e ha affrontato la malattia in maniera razionale, rivolgendosi alla scienza. Fino al triste epilogo.” La “dolce guerriera”, così com’era conosciuta anche tra i suoi colleghi de “Le Iene”, non è stata l’unica ad affrontare il cancro a testa alta e a dare l’esempio con la sua vita a tutti i malati oncologici (e non solo): ecco 10 vip che, malgrado siano stati sconfitti dai tumori, hanno saputo dare non solo speranza, ma non si sono mai arresi e continuano a dare (ancora oggi) una spinta alla ricerca sui tumori. 1.Fabrizio Frizzi Il conduttore televisivo, uno dei più amati in Italia, era stato ricoverato un mese e mezzo prima del malore di Nadia Toffa per un tumore al cervello, lo stesso che aveva la reporter, ma nonostante ciò, la incoraggiava a non mollare. Frizzi, oltre ad essere stato il timone della partita del cuore, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Erice per aver donato il suo midollo osseo ad una ragazza del posto, salvandole la vita e, negli ultimi mesi di vita, ha partecipato alla maratona di Telethon in qualità di ospite. Fino al 25 marzo 2018, quando a poche ore da una registrazione televisiva le sue condizioni si aggravarono improvvisamente e, dopo un breve ricovero, morì nelle prime ore del 26 marzo 2018, Fabrizio Frizzi non solo non ha mai smesso di lavorare, ma ha combattuto strenuamente per la sua famiglia, in particolare per la figlia Stella. Di Francesca Orelli

