Un’antica via di pellegrinaggio è stata rinvenuta a Gerusalemme (II parte)

Ad oggi la parte della strada riportata alla luce è di 350 metri, ma secondo alcune fonti non confermate, pare che il tracciato fosse lungo 600 metri e largo 8 metri. La magnifica strada, che veniva utilizzata dai pellegrini per recarsi al Tempio ad offrire sacrifici, era pavimentata con grandi lastre di pietra, com’era consuetudine nelle costruzioni monumentali in tutte le province dell’Impero Romano. La scoperta è stata resa possibile anche dalla combinazione di metodi avanzati e pioneristici di ricerca, che hanno anche rafforzato l’ipotesi che re Erode il Grande fosse responsabile di tutti gli enormi progetti di costruzione avvenuti a Gerusalemme durante il periodo del Secondo Tempio. L’antica via di pellegrinaggio è stata però costruita dopo il regno di Erode, probabilmente durante il periodo in cui visse il procuratore romano Ponzio Pilato, noto per aver condannato Gesù alla crocifissione. Questa conclusione, come rivelato dagli stessi ricercatori, fa luce non solo sulla storia della Gerusalemme del periodo del Secondo Tempio, ma anche sull’importanza del dominio dei procuratori romani, che durante la dominazione riuscirono a plasmare l’immagine stessa della città di Davide. Dalle rovine trovate in uno strato di cenere risalente al tempo della distruzione di Gerusalemme, sono emerse altre informazioni preziose, come ad esempio il regime alimentare praticato nella città assediata durante la rivolta. “2000 anni dopo la distruzione di Gerusalemme siamo riusciti a tornare indietro nel tempo e a toccare nella realtà gli ultimi momenti della città prima che fosse distrutta.” I risultati di questi scavi hanno anche determinato, per la prima volta in assoluto, che la città biblica di Davide si trovava sulla collina orientale di Gerusalemme, capitale del re Davide, dove si concentrarono le istituzioni amministrative del Regno di Giuda. Di Francesca Orelli

Un’antica via di pellegrinaggio è stata rinvenuta a Gerusalemme (I parte)

Dopo sei anni di intensi scavi archeologici, un’antica via di pellegrinaggio, risalente a 2000 anni fa (periodo del Secondo Tempio) e utilizzata dai pellegrini per recarsi al Tempio, è stata riportata alla luce. La strada, lunga 350 metri, faceva parte di un tracciato più ampio, di cui non si conoscono le esatte misure, ed è stata rivelata ufficialmente nel corso di una cerimonia festiva all’interno della città di Davide. Lo scavo, finanziato dalla Fondazione Città di Davide, è stato guidato durante questi sei anni dall’Autorità per le Antichità di Israele e, come annunciato, in futuro sarà aperto anche al pubblico. La scoperta archeologica e il vasto lavoro di ricerca è stato presentato per la prima volta, dimostrando che, contrariamente a quello che si credeva, i residenti della città di Davide, o come li chiamava anche Josephus della Gerusalemme Inferiore del periodo del Secondo Tempio, erano piuttosto ricchi. “La strada imponente” ha affermato il dottor Joe Uziel, “come pure gli edifici costruiti lungo la sua lunghezza, testimoniano il fatto che qui viveva una popolazione molto benestante.” Durante l’evento inaugurale sono state mostrate anche le scoperte più significative, come ad esempio le parti rotte di un tavolo in pietra decorata, un ulteriore tavolo rotondo in pietra di bitume decorato con pietre colorate al centro. I tavoli però sono soltanto due degli esemplari che sono stati ritrovati durante gli scavi, che sono stati supervisionati dalla ricercatrice Frankie Schneider. Nelle vicinanze della strada sono state trovate anche numerose monete d’argento, coniate nella città di Tiro nel 33esimo secolo e che, secondo la testimonianza data dal Trattato Talmudico di Bechorot, erano usate come offerte per il Tempio del Mezzo Shekel durante il tardo periodo del Secondo Tempio. Tra i gioielli riportati alla luce, che sono stati molti, anche un anello con una pietra preziosa (scoperto in un bagno rituale) e vasi e fiale di ceramica usati per conservare oli e profumi. Di Francesca Orelli

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